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lunedì 2 luglio 2012

Lettera # 14 - Cosa fece Gesu' per noi.

Che missione aveva Gesu' quando e' disceso sulla terra?? Innanzitutto egli era il figlio primogenito di Dio - ovvero e' stato l'unico ad essere stato creato direttamente da Dio. Visse sulla terra una vita perfetta e senza peccato. A differenza di tutti noi non ha mai peccato. Ora ci e' stato mandato sulla terra per una missione di straordinaria portata - e' stato il piu' grande dono che Dio ci abbia dato, frutto di un amore smisurato che Dio prova nei confronti dell'umanita'. Gesu' infatti, con la sua vita perfetta prima, e col suo sacrificio poi, ha redento tutto il genere umano dal peccato e lo ha giustificato - ovvero - reso giusto    davanti a Dio, e questo in maniera del tutto immeritata!

Cosi come il peccato e' entrato nel mondo e nell'umanita' per la disubbidienza di Adamo ed Eva e - per colpa di uno solo il peccato e' entrato in tutta l'umanita' - cosi similmente - per il sacrificio di uno solo, tutto il genere umano e' stato salvato e lavato dal peccato!! Dio ebbe pieta' di noi, sapeva che con le nostre forze non ce l'avremmo mai fatta, neppure seguendo tutte le Leggi Mosaiche e ci diede in sacrificio suo figlio unigenito vissuto senza macchia e senza peccato; poiche nessun uomo imperfetto puo' pagare per i peccati altrui bensi' soltanto l'agnello immacolato e senza colpa - innocente riesce a pagare e scontare i peccati dell'umanita'!! Che grande notizia, che gioia e che dono che ci e' stato concesso!

giovedì 27 gennaio 2011

Lettera # 13 - Gesu' riguardo alle ricchezze (Mat. 19:16-26)


E' molto conosciuto il passo nel Vangeli riguardo al giovane ricco che corse verso Gesù chiedendogli cosa dovesse fare per accedere al Regno di Dio. Gesù gli rispose allora, che doveva seguire i comandamenti che erano stati dati a Mosè, ma costui gli rispose che già obbediva a tutti i comandamenti, e chiese cosa altro ancora dovesse fare, perché si sentiva un uomo molto pio.
A questo punto Gesù gli disse di lasciare ai poveri tutte le sue ricchezze terrene e di venire a seguirlo. Il giovane ricco, sentito queste parole si rattristo' molto - perché aveva molti averi e non era affatto pronto a rinunciare a tutto quello che aveva. Se ne andò via sconsolato.
A questo punto Gesù disse la famosa frase "E' più facile per un cammello passare per la cruna di un ago, piuttosto che a un ricco entrare nel Regno di Dio" . I discepoli rimasero molto colpiti da questa affermazione e chiesero chi, a questo punto avrebbe potuto salvarsi. Gesù rispose con la frase "agli uomini e' impossibile, ma a Dio tutto e' possibile".
Ora Gesù si riferiva alla porta delle città, che veniva appunto chiamata 'cruna dell'ago', probabilmente per la forma che assumeva. Passare attraverso questa porta non era affatto facile per un cammello, ma certo non era neppure impossibile.
Perché Gesù si esprime in questa maniera, tale da fare meravigliare persino i suoi discepoli? Sono parole che anche oggi ci appaiono particolarmente dure e difficili da comprendere. Ma cosa intendeva Gesù rispondendo al giovane ricco? Si riferiva si alle sue ricchezze terrene, e sapeva quanto quell'uomo tenesse ai suoi averi, sapeva che non sarebbe stato in grado di vendere tutti i suoi beni e donare il ricavato ai poveri. In altre parole, per quell'uomo le sue ricchezze erano le più importanti, qualcosa senza cui non avrebbe potuto vivere.
Ecco che si può notare come spesso le ricchezze, quelle materiali, possano non essere una benedizione. Se le ricchezze che abbiamo ottenebrano la nostra mente, non ci fanno vedere ciò che e' giusto e buono, non ci fanno vedere colui che accanto a noi soffre o ha bisogno di aiuto, se il desiderio di avere sempre più ricchezze o la paura di perderle ci fanno affannare rischiamo di mettere tutto il nostro cuore li, rischiamo davvero di mettere da parte la Parola di Dio, l'unica che ci può arricchire per davvero, con una ricchezza che nessuno ci potrà portare via, ne' la ruggine ne' il ladro. Il pericolo e' quello di perdere di vista ciò che veramente e' importante e che dona vita .
La ricchezza in quel caso diventa quasi come una zavorra che non ci lascia andare in alto, non ci permette di elevarci spiritualmente come invece dovremmo, secondo la nostra natura, cercare di fare.

lunedì 16 novembre 2009

Lettera #12 - Le leggi






Ogni religione, credo o comunità religiosa, stabilisce delle proprie regole e 'leggi'. Sono infatti convinti, che i loro fedeli debbano essere 'guidati' e che debbano avere delle regole fisse di comportamento, siano questi modi di comportarsi, modi di vestire, spessissimo devono seguire anche una dieta particolare. Tutte queste 'regole' e prescrizioni creano una determinata identità e creano una coesione del gruppo.
In certe religioni, la dieta poi e particolarmente regolamentata: non si possono mangiare determinati animali, che sono considerati 'impuri' - le carni ammesse poi devono ottenere determinate 'certificazioni' ad opera dei sacerdoti e in genere del clero, che voltato verso una certa direzione dice le preghiere prescritte e tramandate dalla tradizione. Costoro basano queste convinzioni su antiche iscrizioni e leggi. In certe religioni queste regole sono addirittura talmente complesse che le varie leggi vengono interpretate in maniera diversa a seconda della comunità e della personale interpretazione del 'sacerdote'.
Altre volte poi i 'saggi' e coloro che sono preposti alla interpretazione di leggi e regole, perdono ore a discutere se di Sabato sia concesso aggiungere lo zucchero al the, e se si debba farlo prima o dopo avervi versato il the; per non contravvenire all'antica usanza mosaica che proibisce di cucinare il giorno di Sabato. Secondo costoro infatti, versando del the caldo sullo zucchero, si verificherebbe un suo scioglimento che potrebbe essere assimilato alla cottura.
Altri pii seguaci religiosi, non usano elettricita di Sabato, poiche si contravviene alla legge mosaica che vieta di accendere una fiamma (o di spegnere la fiamma) di Sabato. Per lo stesso motivo ai fedeli viene proibito l'uso dell'automobile (anche per recarsi nel luogo di preghiera).
Tutti questi divieti e prescrizioni, vengono da una lettura letteralista nonche fondamentalista dei testi sacri. La loro osservanza, e minuziosa scruplosità nel loro studio e nella loro applicazione quotidiana, prendono molto tempo ai fedeli, che però sono convinti di 'obbedire' ai precetti divini.

Leggi e prescrizioni di questo tipo, mentre a suo tempo potevano avere un certo scopo - nella fattispecie - il differenziarsi dal resto dei gentili ritenuti senza Dio, oggi, alla luce anche delle Rivelazioni successive, ci appaiono del tutto obsolete nonche desuete. Insomma hanno perso ogni loro ragione di essere. E questo perche Cristo stesso ci rivelò che non esistono piu i popoli bensi un solo popolo riunito attorno a Cristo. Non quindi piu un popolo scelto o meglio prescelto da Dio, ma tutti quanti noi facciamo parte di uno stesso ed unico popolo!!

Il Cristo sulla croce, rendendo lo Spirito per i nostri peccati, ha vinto col proprio sacrificio i rigori della Legge Mosaica - aprendo una nuova era.
Non piu quindi una mera osservanza di detti principi e precetti, obblighi e divieti, imposti al popolo e codificati nei testi sacri. Tutte queste 'leggi' imposte al popolo come un pesante fardello sulla schiena, sono state per cosi dire sintetizzate nel Comandamento supremo, che non soltanto racchiude, bensi va oltre i vecchi precetti, quello dell' amore per il prossimo.
Potrà sembrare banale, ovvio, ma se ci fosse veramente amore fraterno sulla terra, non avremmo una buona parte dei problemi.
Tornando però sul discorso delle leggi, è vero che un vero cristiano è libero, non soltanto per il libero arbitrio, è libero anche dalla legge scritta e codificata. Ciò non vuole dire assolutamente che un vero cristiano non abbia oppure non obbedisca a delle Leggi, ma è del tutto diverso il modo in cui si accosta a queste.
Una persona molto religiosa, basa la sua fede sui Testi Sacri, che sono per lui una guida e una sicurezza - osserva scrupolosamente ogni regola e precetto - anche queste gli danno sicurezza, sa di essere nel 'giusto' perche è obbediente. Insomma non fa le cose perchè ritiene che vadano fatte, ma perche sono scritte!!
Una persona ri-nata in Cristo, invece, ha la legge impressa nel proprio cuore, non piu incisa in tavole di pietra, scritta su carta, tramandata per via orale. Non ne ha piu bisogno!!
Un vero cristiano non vive 'senza legge' ma, avendo questa impressa nel proprio cuore, la osserva non perche gli viene imposta dall'esterno bensi perche gli è propria. Un vero cristiano non uccide perche c'è un comandamento che vieta di uccidere, bensi perchè avendo la legge dell'amore e della compassione impressa nel cuore, non compie quell'atto a prescindere che ci sia un comandamento esplicito o neno!! E questa la vera rivoluzione!
Un religioso, segue in modo acritico dei precetti, delle prescrizioni, è schiavo della lettera!! Non compie determinate azioni soltanto perche queste gli vengono esplicitamente vietate! Questo li porta spesso ad avere una visione legalistica della fede, che si esprime non nella libertà e nella gioia di fare il bene in modo spontaneo, bensi di uniformarsi ad un complesso di leggi.
Il limite grosso che si nasconde sotto questo tipo di religiosità, è quello di non riuscire piu a pensare con la propria testa, di essere un mero esecutore, quasi uno schiavo di questa 'legge' che sovrasta ogni aspetto della propria vita!
Persone del genere, si spingono a volte a compiere delle efferatezze, e si sentono con la coscienza a posto perche non c'era una legge specifica che vietava loro di fare questa o quella determinata azione!! Ecco quale è il pericolo insito nel legalismo religioso!!
Per questo noi siamo liberi, di accettare o meno, e in quanto liberi compiamo il bene in modo spontaneo e disinteressato!! Per questo l'antica legge mosaica è stata compiuta - perche, liberi di scegliere il bene, siamo anche liberi di farlo in modo disinteressato cosi come in modo disinteressato e per la nostra salvezza Cristo Gesu è morto per i nostri peccati.
Non facciamo quindi come tanti religiosi che, convinti di avere e perseverare la legge, compiono poi atti immorali o scellerati, ma, dato che rispettano il precetto sabbatico, ad esempio, si ritengono perfettamente ubbidienti.

Ogni cristiano vero, nella propria coscienza, e nella sua conoscenza del vero, sa gia cosa sia giusto e cosa sbagliato, a prescindere se le sue sacre scritture condannano oppure no un certo atto.

mercoledì 1 luglio 2009

Lettera # 11 "La tomba di Gesù"




Ai giorni nostri, siamo soliti commemorare i nostri cari defunti, erigendo loro delle tombe e delle lapidi commemorative. Non solo, c'è anche chi si spinge per vedere tombe o reliquie di personaggi particolari o dei cosiddetti 'santi'. Chi si reca per centinaia di chilometri per vedere una tomba, di un santo particolare, oppure per vedere le sue 'reliquie' esposte al pubblico. Se tutto ciò da un lato può apparire umano, soprattutto nei confronti delle tombe dei propri cari, mina quello che è il concetto fondamentale che pervade tutto il Cristianesimo, ovvero la risurrezione di Cristo.


L'essenza stessa del cristianesimo è infatti non tanto la morte sulla croce di Cristo, quanto piuttosto la sua risurrezione dai morti.


Ricordiamoci che Cristo ha sconfitto la morte - e con la stessa sua risurrezione ha reso la morte, per usare le parole di J.S. Bach, null'altro che un vuoto simulacro.


Gesù ci ha lasciato una tomba vuota!! Non ci ha lasciato un posto per poterlo piangere, un posto con le sue reliquie da potere conservare e adorare, è risorto con un corpo nuovo e perfetto. Questo è anche il destino che attende anche tutti noi.


Non abbiamo bisogno di andare qui e li per vedere e adorare delle reliquie, anche perché ogniqualvolta lo facciamo sconfiniamo nell'idolatria, nella creduloneria. Idolatria non soltanto perchè si venerano delle spoglie mortali, ma con questo si venera anche la morte dimenticandoci che la vera essenza del cristianesimo è la risurrezione e la vittoria sulla morte!!

Ricordiamocelo ogni volta che guardiamo il crocefisso, dove Gesù da secoli rimane agonizzante e inchiodato alla croce, gridiamo dentro di noi 'ma è risorto' !!! Non è più su quella croce, ora sta alla destra del Padre e ci attende tutti. Non ci serve piu l'immagine di un Cristo sofferente, di un Crsito sconfitto ed umiliato. Dobbiamo credere che ora è in cielo ed intercede per tutti quanti noi, quale nostro unico mediatore e sacerdote. Certo che non bisogna dimenticare la sua sofferenza e la sua tragica morte riservata ai piu infimi peccatori, ma ricordiamoci sempre che qui è la vita che ha trionfato sulla morte, e non il contrario!


Poco ci importa delle nostre spoglie mortali, ne tanto meno di quelle dei 'santi', concentriamoci sulla nostra rinascita spirituale mentre siamo in vita e abbiamo certezza della risurrezione nel mondo a venire.

venerdì 26 giugno 2009

Lettera # 10 'La fine dei sacrifici e l'inizio di una nuova era'


Vi era, in un remoto villaggio della Siberia, il caso di un bambino, abbandonato a se stesso dai suoi genitori. La madre, alcolista, non si occupava del figlio e lascio la famiglia. Dopo un po' di tempo se ne andò pure il padre. Nessun parente si fece carico del figlio, di cui non sapeva nulla quasi nessuno. Il bambino rimase da solo col cane, col tempo inizio a mangiare come il cane, a camminare a 4 zampe come faceva il cane, a ringhiare, mordere ed abbaiare come faceva il cane. Non sapeva ovviamente parlare. Col tempo ci si accorse della sua esistenza, e degli assistenti sociali sono venuti a cercarlo. Quando arrivarono alla capanna, sia il cane sia il bambino ringhiavano ed era pericoloso per gli assistenti sociali avvicinarsi.

Sono comunque riusciti a prendere il bambino, che avrà avuto 3 o 4 anni, per portarlo in un orfanotrofio. Col tempo il bambino imparò ovviamente a parlare, a camminare eretto a due gambe, a mangiare ed a comportarsi come un bambino normale.

Non eravamo anche noi cosi come quel bambino all'inizio? Prima della venuta di Cristo? Obbligati a seguire centinaia di leggi e precetti, di cui spesso non capivamo neppure il motivo? Costretti a fare sacrifici di animali, e rispettare tante altre norme seguendo le Legge, o meglio le varie Leggi che si dovevano seguire? Pensate a tutti i ritualismi, a tutte le pratiche, anche alimentari.

Ma neppure questo bastava per avvicinarci a Dio, era troppo complicato seguire tutte queste regole, anzi, spesso ci si concentrava più su quello che sull'essenziale! Inoltre c'era il grande pericolo di potere dire che la salvezza ce la siamo guadagnata cosa che non poteva essere vera.

Cosi Dio Padre mandò il suo unigenito Figlio, sulla terra, per immolarlo sulla croce, per compiere quell'ultimo sacrificio che avrebbe posto la fine a tutti gli altri sacrifici successivi. Quale altro sacrificio poteva essere più grande? Non piu un capro innocente, caricato con tutti i peccati del popolo ed immolato per placare l'ira di Dio!! Non un capro, bensi il Figlio Unigenito di Dio stesso, caricato di tutti nostri peccati - presenti e futuri - per donarci la salvezza!

Basta sacrifici, basta leggi, basta rituali - Cristo ci ha liberati da tutto ciò, e gratuitamente!

Non siamo più obbligati a rispettare queste vecchie leggi e norme Mosaiche, siamo stati ripuliti dal sangue espiatorio del Cristo, per potere accedere gratuitamente alla vita eterna. Una sola Legge dobbiamo rispettare, che include in sè tutte le leggi precedenti, la Legge dell'Amore, la legge dell'amore che ci permette di fare il bene spontaneamente e con la nostra libera scelta, in modo gratuito.

Siamo fedeli adulti, ripuliti quando accettiamo e non minimizziamo il sacrificio del Cristo sulla croce, sapendo che basta credere ed affidarsi completamente a lui, per essere giustificati.

Ora camminiamo a testa alta, felici e sicuri della nostra salvezza!!

venerdì 29 maggio 2009

Lettera #9 'Porgi l'altra guancia'


Nel Vangelo di Luca compaiono le famose parole di Gesù, quelle in cui ci viene detto di amare i nostri nemici, di pregare per loro ed infine, il verso più famoso e quello più spesso citato in cui Gesù disse di porgere l'altra guancia.


Pochi si rendono conto della portata rivoluzionaria di queste parole! Nella tradizione giudaica e nella Legge Mosaica, vigeva la legge dell' 'occhio per occhio e dente per dente' cioè vale a dire se qualcuno ti ha dato uno schiaffo, tu glielo dovresti restituire. Ovvero per ogni infrazione o delitto doveva essere applicata una giusta ed equa punizione. A tutt'oggi un ebreo direbbe che questa frase non appartiene al giudaismo, questo infatti direbbe: 'hai ricevuto uno schiaffo? non porgere l'altra guancia ma restituisci lo'.


Gesù ed il cristianesimo scardina completamente questa legge e questo modo di vedere, con le famose parole di Gesù 'porgi l'altra guancia' non si intende tanto porgere letteralmente l'altra guancia e pregare per un altro colpo, quanto, piuttosto, si richiede di desistere dalla voglia di vendetta, ovvero, qualcuno ti ha dato uno schiaffo? Non vendicarti, perdonalo e prega per lui e perché capisca che ha sbagliato. E proprio qui che sta la portata rivoluzionaria del messaggio, perdona, non vendicarti, ama il tuo prossimo soprattutto se nemico e prega per lui! E proprio questo l'amore incondizionato tipico del cristianesimo, la carita, la compassione. La stessa che porto il Figlio di Dio a morire sulla croce per i nostri peccati perché noi fossimo redenti!


Seguire le sue orme vuole dire anche questo, amare di un amore incondizionato anche coloro che di certo non amano noi, che magari ci fanno del male, magari perché hanno bisogno di più amore che non hanno avuto abbastanza.

venerdì 26 settembre 2008

Lettera # 8 'La Fede del centurione Romano'


Nel Vangelo di Matteo, al capitolo 8 versetti 5-13 si narra la storia di un centurione romano, che viene in contro a Gesù chiedendogli la guarigione del proprio servo. Sembrerebbe una delle tante storie di guarigione che vengono narrate nel Vangelo, uno dei tanti miracoli di Gesù.
Gesù, udendo la richiesta e la preghiera del centurione Romano (si badi bene, romano, non giudeo, quindi di una altra 'fede' ) vuole accontentare il soldato recandosi alla sua abitazione dove si trovava il suo servo ammalato. Ed è qui che inizia il vero miracolo, il miracolo della fede. A questo punto è il centurione che risponde di non essere degno di ospitare il Cristo a casa propria, ma gli basta anche una sola Parola di Gesù affinché il suo servo venga guarito!
Una fede del genere era del tutto fuori dall'ordinario per quei tempi, dove le persone avevano bisogno di segni tangibili, di contatto fisico vero e proprio con la figura del Cristo, un tocco delle sue mani, bagnarsi gli occhi con la sua saliva, tutti segni fisici della presenza e potenza di Gesù Cristo.
Il centurione invece, a differenza di tutti gli altri, non ha bisogno di questi segni fisici ed esteriori - gli basta solo una parola!!
Non ci rendiamo conto della fede a tutti gli effetti Rivoluzionaria di questo fedele, un pagano direbbero i giudei!!
Le ultime parole di Gesù sono state: ' e sia fatto secondo la tua fede ' - non più il tocco, la saliva, la presenza fisica di Gesù, ma secondo la tua fede !! Che belle queste parole!! Gesù non disse guarirò il tuo servitore, disse invece la tua fede !! Non è quindi Gesù che compie il miracolo, come un guaritore, un santone o un mago, è la nostra fede in Dio Padre e il nostro cieco affidamento a lui che produce miracoli !! E' un pò come chidere qualcosa a nostro padre, quando eravamo bambini, se chiedevamo una cosa giusta, il nostro padre amorevole faceva di tutto per accontentarci. Ora dobbiamo comportarci alla stessa maniera col nostro Padre celeste, dobbiamo essere come dei bambini (del resto siamo i suoi figli) che si affidano a lui e chiedeno a lui tutto quello di cui hanno bisogno. Esigete ed aspettate una risposta; Dio lo ha promesso, e se sarete in sintonia con lui, vi risponderà!!
Noi che tipo di credenti siamo? Coloro che hanno bisogno di vedere, toccare?? Oppure ci affidiamo completamente alla nostra fede, sperando in Gesù?

mercoledì 2 luglio 2008

Lettera #7 - Lasciate che i fanciulli vengano a me, poichè di essi è il Regno dei Cieli.

Quante volte avremmo sentito questa espressione, senza magari neppure capire bene che cosa significhi davvero.
Cristo è disceso sulla terra, per portarci Salvezza e perdono per i nostri peccati. E lo ha fatto morendo per noi sulla croce, quale ultima vittima sacrificale, per redimerci. Ma tutto ciò era incomprensibile per noi esseri umani. Gesù Cristo è venuto sula terra per predicarci la 'buona novella', il Vangelo, ovvero l'Amore, quello vero e incondizionato verso il nostro prossimo. Nessuno lo capi, e per questo che è stato crocefisso; perché non predicava quello che la 'legge' diceva di fare per salvarsi, bensì un concetto cosi semplice, e allo stesso tempo cosi complicato, come la legge dell'amore e della compassione. Al contrario di quanti credevano che per salvarsi bisognava obbedire alle leggi, alle tradizioni, Gesù non disse mai che per salvarsi fosse necessario recarsi in Chiesa ogni sabato o domenica, versare la decima o qualsiasi altro precetto. Tutto, ma proprio tutto quello che invece dovevano fare era scoprirsi peccatori e bisognosi di riconciliazione con Dio, chiedendo soltanto a Gesù il perdono dei propri peccati.

Tutto ciò era quasi inconcepibile per quei tempi, per non parlare poi del fatto che Gesù fosse visto come un impostore o peggio un bestemmiatore dato che diceva di essere il Figlio di Dio.

Gesù però ci parlò chiaramente e disse cosa dovevamo fare per essere salvati, ovvero diventare come bambini, cioè puri di cuore, affidandoci completamente a Lui e all'Amore del Padre, proprio come fa un bambino affidandosi pienamente ai propri genitori. Lasciare da parte tutte le nostre 'sicurezze', i nostri 'dogmi', le nostre 'tradizioni' grazie alle quali ci sentiamo più 'forti', più orgogliosi e soprattutto più 'meritevoli' di salvezza. Ci sentiamo anche migliori degli altri, che non seguono le nostre stesse tradizioni e ciò invece che avvicinarci gli uni verso gli altri, tende ad allontanarci e ad erigere muri e steccati intorno a noi. Tornando invece come bambini, ovvero mettendo da parte il nostro 'orgoglio', le nostre sicurezze, possiamo più pienamente accedere alla Grazia salvifica di Cristo, riconoscendoci invece piccoli, ignoranti ( in materia di fede), e irrimediabilmente spinti al peccato - soltanto abbassandoci in questo modo, scopriremo ed otterremo la Grazia di Gesù Cristo.
Tu chi sei adesso agli occhi di Dio?? Ti credi di essere forte, 'adulto', credi di essere un sapiente e di essere nel giusto rispettando tutte le 'leggi', non solo, migliore degli altri perché le rispetti?? Forse allora, è giunto il momento di ri-tornare piccolo abbassarsi inginocchiandosi in preghiera, riconoscendosi invece piccolo e bisognoso di amore e di aiuto, poiché soltanto cosi potremmo vedere e sentire la misericordia di Dio scendere su di noi, e portarci, pace, conforto e serenità già in questa vita.

sabato 17 maggio 2008

Lettera # 6 - Una dichiarazione di Amore.


Come ho già scritto le volte precedenti, l'Amore dovrebbe essere la nostra unica Legge, l'amore visto anche come compassione vero il nostro prossimo.



Se tutti noi ubbidissimo a questa legge, molti dei problemi del mondo non esisterebbero, le guerre, la fame, la miseria, sono spesso causate dalla mancanza di amore e compassione verso il nostro prossimo.



C'è un comandamento che dice: 'Ama Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutto te stesso, e con tutta la tua anima; ama il prossimo tuo come te stesso'. Perché prima 'ama Dio tuo'? Perché è soltanto facendo riferimento a lui, quale il nostro unico e comune Padre celeste, che possiamo amare anche il nostro prossimo.
Tuttavia l'Amore, per essere visibile, ha bisogno di azioni concrete, non basta infatti dire a parole che si ama qualcuno, ma bisogna anche tradurlo in fatti e opere, perchè divenga tangibile.
C'è quindi una netta differenza tra la compassione e il provare semplicemente pena per qualcuno. Il vero Amore è soprattutto compassione, libera e disinteressata - cosi come è l'Amore e la compassione che prova per noi il nostro Padre Celeste.
Tuttavia, la manifestazione più elevata del nostro amore non è la mera condivisione dei nostri beni materiali; Gesù stesso in vita non ebbe nulla di materiale da offrire e da spartire con gli uomini, ma cosa lo rese quello che è stato e quello che è tutt'ora?? L'avere dato la sua vita per la nostra salvezza !! Quale dono poteva essere simile a questo? Infatti sta scritto che non c'è amore più grande che dare la propria vita per un amico. Cosi ritengo che donare tutti noi stessi e condividere la nostra vita con loro - sia il fine a cui dobbiamo tendere, per avere vera compassione dei nostri fratelli.
Anche se tutte le cose temporali (materiali) di questo mondo, possono soddisfare il nostro corpo, e le sue esigenze materiali, cosi come l'amore e l'affetto nei nostri cuori, soltanto l'Amore di Dio può soddisfare appieno il nostro Spirito, soltanto vivendo in comunione con lo Spirito di Dio, proveremmo una vera pace, armonia e conforto. E questa pace soltanto lo Spirito di Dio ce la potrà dare, basta soltanto affidarsi a questo Spirito, aprendo il proprio cuore a Gesù!!

sabato 3 maggio 2008

Lettera # 5 - Perchè cercate i vivi tra i morti? E risorto!!




Naturalmente stiamo parlando di Gesù Cristo, il figlio di Dio, che si è sacrificato sulla croce per i nostri peccati.


Tutta la missione terrena di Gesù, come pure tutti i suoi miracoli e insegnamenti, non sono stati nulla in confronto alla sua resurrezione !! Se infatti Gesù non fosse risorto, il cristianesimo stesso non sarebbe mai nato !! Gesù non sarebbe stato altro che un buon predicatore, un maestro, un mentore, ma non un Figlio di Dio che mediante il suo sacrificio ci ha liberati dalla schiavitù del peccato e dalla morte !! Cristo, morendo sulla croce ci ha liberati, riscattati, mediante il suo sangue, sangue non più di animali, non più di capretti, montoni, cervi o cerbiattoli, bensì col sangue del Primogenito di Dio!!


Che grande gloria che abbiamo ricevuto!! La sua risurrezione è il fulcro stesso della cristianità, poiché Cristo ha sconfitto non solo la morte spirituale, ma anche quella fisica risorgendo dopo tre giorni col suo corpo!! E sappiamo che la stessa cosa accadrà a noi, mediante il sacrificio espiatorio e il sangue del Cristo Gesù. Anche noi, un giorno, risorgeremo dai morti, si apriranno i nostri sepolcri, la nostra carne si ricomporrà e splenderà come in vita.

Molte persone oggi tendono a rammentare sempre la sofferenza del Cristo sulla croce, e tendono a rappresentarla in ogni occasione, esponendone il simbolo in ogni luogo pubblico, ma perché concentrarsi sulle sofferenze del Cristo sulla croce e sulla immagine del Cristo morto, quando poi questo è risorto ??
E la risurrezione di Gesù il fulcro del cristianesimo e della nostra fede, il Figlio di Dio ha si sofferto per i nostri peccati, ma è ancora più importante che sia poi anche risorto, destino che ci attende tutti quanti!!
Se Gesù non fosse risorto, infatti, sarebbe passato alla storia come un qualunque maestro, mentore, o persino anche profeta, ma non il messia morto per noi per fare in modo che avessimo la vita eterna.
Perché quindi non ricordarlo risorto ?? Assumere il simbolo della croce non tanto come sofferenza bensì come la vittoria sul peccato e sulla morte!! Non è più bello un messaggio che prospetta la vita, la vittoria, invece che una immagine che ci riporta sempre alle sofferenze e alle tribolazioni?? Certo, nella nostra vita ci sono le prove, le sofferenze, spesso perché noi ne possiamo trarre insegnamento e per fortificarci nello spirito - ma sappiamo che un giorno si porrà la fine a tutte le nostre sofferenze e tribolazioni e potremmo vivere in pienezza e nella verità.


domenica 27 aprile 2008

Lettera # 4 - Il sacrificio del Cristo sulla croce.

Cosi come quindi, con la venuta di Gesù Cristo, Dio che si è fatto uomo, per 'abbassarsi' ai nostri livelli, a quelli umani, ha vissuto una vita normale per non dire comune fino ai 30 anni. Passò il resto della sua breve esistenza terrena, annunciando l'Amore di Dio a tutti gli uomini, denunciava il legalismo religioso cosi imperante in quella società. Era per tutti i versi un rivoluzionario non solo per come si rapportava alle tradizioni ma anche per il modo in cui condannava la religiosità - spesso un vuoto e sterile precettismo e ritualismo.
A tutto questo Gesù sostituisce l'unica Legge, quella più importante, la legge dell'amore.

Ma avendo anche ricevuto la parola l'uomo era pur sempre soggetto al peccato, nella sua condizione umana, imperfetta e sempre pronta ad errare (anche in senso figurato, errare lontano dal Signore). Perciò ci voleva un ultimo sacrificio e che sacrificio, Dio che manda suo figlio, per farlo flagellare e poi fare morire sulla croce per i nostri peccati!!
E mediante il suo sangue che siamo stati lavati, resi giusti davanti al Signore. Questo era l'ultimo sacrificio. Da allora in avanti non se ne sarebbero più compiuti.
Emblematiche le parole che Gesù disse sulla croce, poco prima di spirare, disse "è compiuto" !!
Compiuto cosa? Il suo sacrificio, in quel momento è come se avesse detto al Padre: 'ora ho già pagato " pagato per i nostri peccati, ci ha riscattati col proprio sangue, per liberarci da una morte certa perché da soli non eravamo in grado di giungere alla salvezza. Compiuto l'ultimo sacrificio, quello che pretendeva la vita sua, in quanto il Primogenito del Padre.

Ogni volta che diciamo che per salvarci ed avere vita eterna bisogna fare questo, poi quello poi quell'altro ancora, è come se diminuissimo l'enorme significato che è stata la croce di Cristo, e un po' come se non apprezzassimo appieno il suo sacrificio che ci ha portato la vita eterna e che ha sconfitto la morte.
Il solo sacrificio di Cristo, è sufficiente per redimere ogni essere umano, basta soltanto farlo entrare nel proprio cuore - ma è una cosa cosi incredibile e per noi umani cosi poco comprensibile, che nel corso del secoli gli umani hanno aggiunto tante altre dottrine, precetti e regole - dicevano Gesù è si morto per te sulla croce, però per salvarti devi fare questo e quell'altro, ma questi erano tutti precetti e regole umane e che non venivano da Dio - quindi come ogni regola e imposizione umana, non ci portava ad avvicinarci al Signore, bensì a compiere azioni vane e vuote, credendo di guadagnarsi la salvezza in questo modo.
Ma ahimè, che errore!!! Come si può comperare col vile denaro umano, qualcosa che ci è stato liberamente e spontaneamente donato ?? Si può comperare con del denaro la Salvezza eterna?? No, non bastava, il Figlio Primogenito è dovuto andare sulla croce per noi e al posto nostro - al posto di ognuno di noi. Cristo è andato sulla croce per me e per te !!

Ma Gesù, sulla croce non mori di morte naturale, bensì rese lo Spirito tornò al Padre, per poi stare alla sua destra, un Re di gloria, nostro redentore, che ora regna gloriosamente in cielo e che mentre era in terra era schernito e aveva si una corona ma non di oro e metalli preziosi, non di rubini o diamanti, bensì una corona di spine.
Quella corona di spine ora è diventata una corona nel Regno celeste, e grazie al suo sacrificio sulla terra, tutti noi potremmo un giorno contemplarlo e vivere in uno nuovo stato di esaltazione!!

mercoledì 16 aprile 2008

Lettera # 3 - Gesù davanti a Pilato.


La Passione del Cristo, nel Vangelo di Giovanni, è per molti versi unica e si differenzia nettamente dagli altri tre Vangeli sinottici.
E soltanto nel IV Vangelo, infatti, che il racconto della Passione conferisce a Gesù una maestà e regalità in grado di padroneggiare i suoi accusatori e carnefici.
Singolare poi il comportamento e la figura di Pilato, che sin dall'inizio sembra essere riluttante nel condannare Gesù ed è sicuro di trovarsi davanti da un uomo innocente. E preso tra due fuochi, da una parte quindi, il suo desiderio di salvarlo, dall'altra le urla e le pretese della folla inferocita che voleva metterlo a morte. Non solo, sembra quasi che Pilato quasi avverta la trascendenza del Cristo, anche se non ne è consapevole. Singolare ad esempio è il breve dialogo tra i due ben evidenziato nei passi Giov. 18:33-34 quando Pilato chiede a Gesù se questo fosse il Re dei Giudei, mentre Gesù gli rispose con le sue parole: "Dici tu questo di tuo, oppure altri te lo hanno detto di me?" . Pilato sembra quasi che si senta di stare di fronte ad un uomo non solo innocente, ma che addirittura trascende la sue dimensione umana - condizione questa che Pilato non era in grado ancora di capire appieno.
Dall'altra parte, la folla inferocita, inneggia alla sua crocifissione, ma non solo, in modo del tutto opportunistico ed ipocrita, percependo la riluttanza di Pilato, inneggiano alla loro 'fedeltà' all'Impero romano e a Cesare - soprattutto quando dicono, nei versi Giov. 19:12 "ma i Giudei gridarono: se liberi costui non sei amico di Cesare" mentre raggiungono il culmine quando nel versetto 15 gridano" Noi non abbiam altro Re che Cesare".
Ora è facile capire perché Pilato abbia deciso di consegnare Gesù a loro, perché lo crocifiggessero: il suo rifiuto potrebbe costargli caro nella sua carriera politica, ed essere dichiarato nemico di Cesare potrebbe avere avuto delle conseguenze gravi.
Una certa attenuazione della sua colpa si nota inoltre nei versi Giov. 19:11 "Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse dato dal'alto" sembra quasi volere dire a Pilato, che lui in fondo altro non è che una pedina, una ruota del grande ingranaggio, e che in fondo non è cosi potente come gli sembra essere, con questo attenuando in gran parte la sua colpa. Pilato, dall'altra parte senti di avere in un certo senso 'le mani legate' e di non potere fare molto, e soprattutto di non potere lasciare andare Gesù contro il volere della folla, senza condannarlo a morte. Il fatto che lo abbia fatto flagellare, dimostra soltanto la sua volontà di lasciarlo andare dopo averlo 'punito' pensando che in questo modo la folla, si sarebbe accontentata di vederlo flagellato per essere soddisfatta.
I Giudei, quindi, che fingendo per opportunismo la fedeltà a Cesare e all'Impero, sanno che questo sarebbe stato l'unico modo per convincere Pilato a fare crocifiggere Gesù, perché soltanto con la crocifissione di Gesù tutto il loro assetto religioso e politico sarebbe rimasto intatto.
Insomma Gesù era stato troppo Rivoluzionario per loro e lo temevano fortemente.
Pilato invece, rappresenta in parte il fedele medio, quante volte noi stessi ci siamo trovati in situazioni simili e ci siamo comportati allo stesso modo?? Quante volte ci siamo lavati le mani voltandoci di spalle perché la cosa in fondo non ci riguardava?
Emblematica poi è stata la scritta apposta da Pilato sulla croce in Giov. 19:19 che diceva: "Gesù il Nazareno, il Re dei Giudei" apposta in ben tre lingue; in ebraico, in greco, ed in latino mentre i sacerdoti accorti si della scritta gli dicevano di cambiarla, in Giov. 19:21-22 - mentre Pilato a quelle parole rispose loro: "Quello che ho scritto, ho scritto".

E quindi possibile, e del tutto probabile, che Pilato sia diventato, anche se inavvertitamente e un po' inconsciamente, uno dei primi testimoni del Cristo nella storia!!

domenica 13 aprile 2008

Lettera #2 - La Legge dall'Amore e il superamento dell'antica legge mosaica.


Rialacciandomi quindi al post precedente:

Liberamente quindi abbiamo ricevuto la Salvezza tramite l'espiazione di Gesù sulla croce per i nostri peccati, e altrettanto liberamente dobbiamo donare noi, ma unicamente come segno di gratitudine verso Dio per il dono che ci ha fatto - non per guadagnarci alcunchè (anche perchè, da soli e mediante soltanto le nostre opere non saremmo in grado di salvarci se non mediante Gesù Cristo).
Facciamo quindi il bene, le 'opere buone' non per averne un premio (che già abbiamo ricevuto) ma come testimonianza dell'Amore di Dio per noi, dobbiamo in pratica cercare di imitare l'amore disinteressato di Dio nei nostri confronti verso i nostri fratelli qui sulla terra.

E questa l'essenza dell'Amore vero - non è calcolatrice, non si manifetsa per avere un premio - ma è una libera espressione di altriusmo solo per il fatto che l'altro esiste!
Un bambino che è gentile ed educato soltanto perchè riceverà un regalo, non lo fa per un vero sentimento di amore verso il genitore, besni soltanto per avere dopo il suo premio. Allo stesso modo, un bambino che si comporta bene per paura di venire punito, non lo fa per amore verso il genitore, ma soltanto perchè ne è impaurito - passato il 'pericolo' di venire punito, si comporterà di nuovo in malomodo.
E quindi incredibile quante persone, anche religiose, compiono il bene qui sulla terra per poi 'guadagnarsi' la ricompensa nei cieli. Pensateci, sarebbe questo il vero Amore???

E proprio per questo quindi che è sufficiente credere in Cristo per potersi salvare - perchè nessuno si 'gonfi' credendosi migliore dell'altro (magari perchè ha compiuto molte 'opere buone') e quindi piu meritevole di salvezza. Non è con questo spirito che dobbiamo presentarci davanti al Signore!! Bensi dobbiamo avere il cuore contrito, ben consapevoli delle nostre debolezze e dei nostri limiti e dobbiamo essere pieni di gratitudine per l'opera salvifica nei nostri confronti da parte di Gesù.

Dopo l'avvento di Cristo quindi, l'antica legge mosaica e stata compiuta o adempiuta a questa ne è entrata una nuova, per molti versi di una semplicità estrema ma non banale - Ama Dio con tutto il tuo cuore, e ama il prossimo tuo come te stesso.
La legge dell'amore quindi ha soppiantato la antica legge mosaica, fatta di sacrifici, precetti, regole e prescrizioni in ogni campo della vita.
A un crsitiano è permesso tutto, ha la piena liberà di agire nella propria coscienza e pieno libero arbitrio. E sufficiente che si sforzi di seguire la Legge dell'Amore per non avere più alcun bisogno della antiche leggi e precetti!!
Dirò di più, un uomo non dovrebbe avere neppure più bisogno di leggi - perchè l'unica Legge che ha e che segue, quella dell'Amore è già iscritta nel suo cuore e se la rispetta e vive in accordanza con questa non può sbagliare.
Quante persone dicono : "Io non rubo, perchè c'è scritto nei Dieci Comandamenti che non è lecito farlo" oppure "Io sono contro la pena di morte perchè nei Dieci Comandamenti sta scritto che è vietato uccidere" e di esempi cosi ne potrei citare ancora tantissimi - ma pensiamoci bene, è soltanto per questo che noi queste cose non le facciamo?? Oppure sentiamo già dentro di noi che sono cose intrinsecamente sbagliate perchè vanno contro il principio dell'amore e della compassione verso il prossimo??
Un cristiano evuluto, non dovrebbe più avere bisogno di alcuna 'legge' scritta, dovrebbe averne una, che le comprende tutte e che dovrebbe essere iscritta nel suo cuore.

Lettera #1 - Il messagio fondamentale del Cristianesimo - Credi in Gesù e sarai salvato!!


Scrivo ciò, che è il frutto delle mie riflessioni, o meglio una Rivelazione di cui ho avuto conferma leggendo anche scritti di molti altri autori.

Tutto l'Antico Testamento è permeato dal cosiddetto Patto tra il Popolo di Israele e Dio stesso. Ogni fedele doveva seguire un rigido canone di leggi, precetti, obblighi ecc.. nell'Antico Testamento molte pagine sono dedicate ai sacrifici - a come devono essere fatti e quando. Ogni giudeo che avesse trasgredito le 'regole' doveva poi riconciliarsi con Dio offrendo in sacrificio al Signore un animale - il sangue di quell'animale espiava il peccato.
Questo in tutto l'Antico Testamento (chiamato anche Antico Patto) e prima della venuta di Cristo.

Con l'avvento del Cristo, si è verificata una vera e propria Rivoluzione - Gesù Cristo, mediante il suo sacrificio sulla croce ha posto fine ai sacrifici animali per i peccati degli uomini, una volta per tutte!!
Oggi, pochissimi ne hanno piena coscienza, e non si rendono appieno conto del fatto che soltanto credendo in Gesù Cristo e nel suo sacrificio espiatorio, siamo stati giustificati, ovvero resi giusti davanti a Dio.
Pochi notano appieno la portata del messaggio di Amore - un Dio che si fa Uomo, vive la nostra stessa condizione umana sulla terra, per poi morire sulla croce per i nostri peccati liberandoci cosi dal peso del peccato e da una morte eterna. Questo è stata una libera scelta del Signore, un atto di amore e un dono gratuito perchè l'Umanità intera, immeritevole di salvezza e incapace di redimersi appieno da sola, possa salvarsi!!
Quale altra religione è portatrice di un messaggio di amore cosi profondo e altruista?

E cosi poco comprensibile che molti stentano a crederci - e pensano che per salvarsi bisogna eseguire tanti riti, seguire molti precetti e regole, fare sacrifici e provare dolore in questa vita.
Eppure il messaggio cristiano è cosi semplice e allo stesso tempo rivoluzionario Credi in Gesù Cristo a sarai salvato!