lunedì 16 giugno 2008

Le nostre preghiere


Le nostre preghiere vengono sempre esaudite.Alcune lo sono nel modo che desideravamo,alcune in altri modi. Alcune vengono esaudite da un cambiamento dentro di noi; alcune da un cambiamento negli altri. Alcune vengono esaudite quando riceviamo la forza di sopportare i nostri problemi; alcune quando i problemi vengono eliminati. Alcune preghiere vengono esaudite immediatamente; alcune richiedono anni; per altre dovremo attendere di essere in Cielo - ma tutte vengono esaudite.

sabato 17 maggio 2008

Lettera # 6 - Una dichiarazione di Amore.


Come ho già scritto le volte precedenti, l'Amore dovrebbe essere la nostra unica Legge, l'amore visto anche come compassione vero il nostro prossimo.



Se tutti noi ubbidissimo a questa legge, molti dei problemi del mondo non esisterebbero, le guerre, la fame, la miseria, sono spesso causate dalla mancanza di amore e compassione verso il nostro prossimo.



C'è un comandamento che dice: 'Ama Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutto te stesso, e con tutta la tua anima; ama il prossimo tuo come te stesso'. Perché prima 'ama Dio tuo'? Perché è soltanto facendo riferimento a lui, quale il nostro unico e comune Padre celeste, che possiamo amare anche il nostro prossimo.
Tuttavia l'Amore, per essere visibile, ha bisogno di azioni concrete, non basta infatti dire a parole che si ama qualcuno, ma bisogna anche tradurlo in fatti e opere, perchè divenga tangibile.
C'è quindi una netta differenza tra la compassione e il provare semplicemente pena per qualcuno. Il vero Amore è soprattutto compassione, libera e disinteressata - cosi come è l'Amore e la compassione che prova per noi il nostro Padre Celeste.
Tuttavia, la manifestazione più elevata del nostro amore non è la mera condivisione dei nostri beni materiali; Gesù stesso in vita non ebbe nulla di materiale da offrire e da spartire con gli uomini, ma cosa lo rese quello che è stato e quello che è tutt'ora?? L'avere dato la sua vita per la nostra salvezza !! Quale dono poteva essere simile a questo? Infatti sta scritto che non c'è amore più grande che dare la propria vita per un amico. Cosi ritengo che donare tutti noi stessi e condividere la nostra vita con loro - sia il fine a cui dobbiamo tendere, per avere vera compassione dei nostri fratelli.
Anche se tutte le cose temporali (materiali) di questo mondo, possono soddisfare il nostro corpo, e le sue esigenze materiali, cosi come l'amore e l'affetto nei nostri cuori, soltanto l'Amore di Dio può soddisfare appieno il nostro Spirito, soltanto vivendo in comunione con lo Spirito di Dio, proveremmo una vera pace, armonia e conforto. E questa pace soltanto lo Spirito di Dio ce la potrà dare, basta soltanto affidarsi a questo Spirito, aprendo il proprio cuore a Gesù!!

sabato 3 maggio 2008

Lettera # 5 - Perchè cercate i vivi tra i morti? E risorto!!




Naturalmente stiamo parlando di Gesù Cristo, il figlio di Dio, che si è sacrificato sulla croce per i nostri peccati.


Tutta la missione terrena di Gesù, come pure tutti i suoi miracoli e insegnamenti, non sono stati nulla in confronto alla sua resurrezione !! Se infatti Gesù non fosse risorto, il cristianesimo stesso non sarebbe mai nato !! Gesù non sarebbe stato altro che un buon predicatore, un maestro, un mentore, ma non un Figlio di Dio che mediante il suo sacrificio ci ha liberati dalla schiavitù del peccato e dalla morte !! Cristo, morendo sulla croce ci ha liberati, riscattati, mediante il suo sangue, sangue non più di animali, non più di capretti, montoni, cervi o cerbiattoli, bensì col sangue del Primogenito di Dio!!


Che grande gloria che abbiamo ricevuto!! La sua risurrezione è il fulcro stesso della cristianità, poiché Cristo ha sconfitto non solo la morte spirituale, ma anche quella fisica risorgendo dopo tre giorni col suo corpo!! E sappiamo che la stessa cosa accadrà a noi, mediante il sacrificio espiatorio e il sangue del Cristo Gesù. Anche noi, un giorno, risorgeremo dai morti, si apriranno i nostri sepolcri, la nostra carne si ricomporrà e splenderà come in vita.

Molte persone oggi tendono a rammentare sempre la sofferenza del Cristo sulla croce, e tendono a rappresentarla in ogni occasione, esponendone il simbolo in ogni luogo pubblico, ma perché concentrarsi sulle sofferenze del Cristo sulla croce e sulla immagine del Cristo morto, quando poi questo è risorto ??
E la risurrezione di Gesù il fulcro del cristianesimo e della nostra fede, il Figlio di Dio ha si sofferto per i nostri peccati, ma è ancora più importante che sia poi anche risorto, destino che ci attende tutti quanti!!
Se Gesù non fosse risorto, infatti, sarebbe passato alla storia come un qualunque maestro, mentore, o persino anche profeta, ma non il messia morto per noi per fare in modo che avessimo la vita eterna.
Perché quindi non ricordarlo risorto ?? Assumere il simbolo della croce non tanto come sofferenza bensì come la vittoria sul peccato e sulla morte!! Non è più bello un messaggio che prospetta la vita, la vittoria, invece che una immagine che ci riporta sempre alle sofferenze e alle tribolazioni?? Certo, nella nostra vita ci sono le prove, le sofferenze, spesso perché noi ne possiamo trarre insegnamento e per fortificarci nello spirito - ma sappiamo che un giorno si porrà la fine a tutte le nostre sofferenze e tribolazioni e potremmo vivere in pienezza e nella verità.


domenica 27 aprile 2008

Lettera # 4 - Il sacrificio del Cristo sulla croce.

Cosi come quindi, con la venuta di Gesù Cristo, Dio che si è fatto uomo, per 'abbassarsi' ai nostri livelli, a quelli umani, ha vissuto una vita normale per non dire comune fino ai 30 anni. Passò il resto della sua breve esistenza terrena, annunciando l'Amore di Dio a tutti gli uomini, denunciava il legalismo religioso cosi imperante in quella società. Era per tutti i versi un rivoluzionario non solo per come si rapportava alle tradizioni ma anche per il modo in cui condannava la religiosità - spesso un vuoto e sterile precettismo e ritualismo.
A tutto questo Gesù sostituisce l'unica Legge, quella più importante, la legge dell'amore.

Ma avendo anche ricevuto la parola l'uomo era pur sempre soggetto al peccato, nella sua condizione umana, imperfetta e sempre pronta ad errare (anche in senso figurato, errare lontano dal Signore). Perciò ci voleva un ultimo sacrificio e che sacrificio, Dio che manda suo figlio, per farlo flagellare e poi fare morire sulla croce per i nostri peccati!!
E mediante il suo sangue che siamo stati lavati, resi giusti davanti al Signore. Questo era l'ultimo sacrificio. Da allora in avanti non se ne sarebbero più compiuti.
Emblematiche le parole che Gesù disse sulla croce, poco prima di spirare, disse "è compiuto" !!
Compiuto cosa? Il suo sacrificio, in quel momento è come se avesse detto al Padre: 'ora ho già pagato " pagato per i nostri peccati, ci ha riscattati col proprio sangue, per liberarci da una morte certa perché da soli non eravamo in grado di giungere alla salvezza. Compiuto l'ultimo sacrificio, quello che pretendeva la vita sua, in quanto il Primogenito del Padre.

Ogni volta che diciamo che per salvarci ed avere vita eterna bisogna fare questo, poi quello poi quell'altro ancora, è come se diminuissimo l'enorme significato che è stata la croce di Cristo, e un po' come se non apprezzassimo appieno il suo sacrificio che ci ha portato la vita eterna e che ha sconfitto la morte.
Il solo sacrificio di Cristo, è sufficiente per redimere ogni essere umano, basta soltanto farlo entrare nel proprio cuore - ma è una cosa cosi incredibile e per noi umani cosi poco comprensibile, che nel corso del secoli gli umani hanno aggiunto tante altre dottrine, precetti e regole - dicevano Gesù è si morto per te sulla croce, però per salvarti devi fare questo e quell'altro, ma questi erano tutti precetti e regole umane e che non venivano da Dio - quindi come ogni regola e imposizione umana, non ci portava ad avvicinarci al Signore, bensì a compiere azioni vane e vuote, credendo di guadagnarsi la salvezza in questo modo.
Ma ahimè, che errore!!! Come si può comperare col vile denaro umano, qualcosa che ci è stato liberamente e spontaneamente donato ?? Si può comperare con del denaro la Salvezza eterna?? No, non bastava, il Figlio Primogenito è dovuto andare sulla croce per noi e al posto nostro - al posto di ognuno di noi. Cristo è andato sulla croce per me e per te !!

Ma Gesù, sulla croce non mori di morte naturale, bensì rese lo Spirito tornò al Padre, per poi stare alla sua destra, un Re di gloria, nostro redentore, che ora regna gloriosamente in cielo e che mentre era in terra era schernito e aveva si una corona ma non di oro e metalli preziosi, non di rubini o diamanti, bensì una corona di spine.
Quella corona di spine ora è diventata una corona nel Regno celeste, e grazie al suo sacrificio sulla terra, tutti noi potremmo un giorno contemplarlo e vivere in uno nuovo stato di esaltazione!!

lunedì 21 aprile 2008

Isaia 11; 6-7


E il lupo dimorerà con l'agnello, e il leopardo giacerà col capretto; e il vitello, il leoncino e il bestiame ingrassato staranno assieme; e un fanciullo li condurrà.

E la mucca e l'orsa pascoleranno; i loro piccoli giaceranno insieme; e il leone mangerà paglia come il bue.

venerdì 18 aprile 2008

Cantare sul treno.


Seduto nella fredda carrozza Jack si tirò il berretto sulle orecchie. Già da parecchie ore era intrappolato sul treno con gli altri passeggeri. La locomotiva e la prima carrozza dell’espresso serale erano deragliate in un posto sperduto. L’unica cosa che potevano fare era aspettare che arrivassero soccorsi. Era il 1959, in pieno inverno e nel mezzo della notte. Non c’era elettricità, non c’era riscaldamento e non c’era luce al di fuori delle torce elettriche del conduttore e di alcuni passeggeri.Jack sapeva che ci sarebbe voluto un po’ prima che qualcuno si rendesse conto che l’espresso era in ritardo e lanciasse l’allarme. Le spedizioni di soccorso dovevano essere organizzate e poi mandate avanti con molta cautela. Dall’altra direzione potevano mandare un treno sull’unico binario, ma avrebbero dovuto farlo con estrema cautela perché non sapevano se si sarebbero trovati di fronte all’espresso in ritardo in arrivo dalla parte opposta. Il sistema di segnalazione su questi binari era antiquato e Jack, appassionato ditreni, lo sapeva bene. Le ricerche vere e proprie, concluse tra sé, non sarebbero cominciate che la mattina successiva.Tutti i passeggeri erano usciti dai vagoni non appena il treno si era bruscamente fermato. La locomotiva e la prima carrozza erano uscite dai binari e si erano bloccate in fondo alla scarpata ghiaiosa, ma erano ancora in piedi. Mira-colosamente nessuno era rimasto ucciso, anche se il macchinista e il suo secondo avevano subito brutte ferite alla testa.Li avevano portati dentro ad una della carrozze per passare la gelida notte insieme agli altri passeggeri, molti dei quali erano rimasti anch’essi feriti. Dava frustrazione e timore sapere che sarebbero rimasti lì senza molte possibilità di soccorso fino al mattino.Poi qualcuno nella carrozza dove stava Jack cominciò a cantare. Era la vecchia canzone di Vera Lynn, della seconda guerra mondiale, "Le bianche scogliere di Dover". Ben presto tutti si unirono in coro. Quando la canzone finì, qualcun altro ne cominciò un’altra."Cantammo tutta la notte", ricorda Jack. "Non importava che canzone fosse. Cantammo canzoni popolari, vecchi ballabili, inni religiosi, perfino canzoni di Natale. Finché cantavamo ci sentivamo meglio. Arrivarono persone dalle altre carrozze e ci stipammo tutti il più possibile per tenerci caldi. Quasi nessuno si conosceva, ma ci trovammo tutti affratellati dal disastro, consolandoci a vicenda."Era un gruppo variegato, da reclute dell’esercito che tornavano in caserma dalla licenza, a giovani famiglie, alcuni anziani, perfino alcuni tipi che non avrei voluto incontrare da solo di notte, eppure tutte le barriere sociali erano cadute. C’era un tipo enorme – più tardi appresi che si chiamava Clifford – che al momento del disastro se n’era uscito con una tale sfilza di bestemmie che non credo di averne sentite tante in vita mia. Però fu lui che prese in braccio il macchinista, lo portò sulla carrozza e si prese cura di lui per il resto della notte, come una specie di incrocio tra un angelo e un infermiere. Se ho mai conosciuto qualcuno in vita mia che fosse un diamante grezzo era proprio lui."Ero abituato a giudicare il libro dalla copertina, ma devo ammettere che nel caso di quest’uomo mi sbagliavo – e probabilmente mi ero sbagliato molte altre volte in precedenza. Poche cose tirano fuori il meglio in una persona come le difficoltà."Sotto molti aspetti fu la notte più incredibile della mia vita e feci molti amici tra quelle persone. Quando arrivarono i soccorsi la mattina successiva, quasi mi dispiacque".Quella notte disastrosa, isolati in mezzo al nulla, Jack e gli altri passeggeri fecero molte amicizie durature. Decisero di ritrovarsi ogni anno alla data dell’in-cidente. Jack andò alle nozze di alcuni e ai funerali di altri. Clifford diventò infermiere in un ospedale e in seguito prese servizio su un’ambulanza. A quanto pare la notte dell’incidente era uscito da poco dal carcere ed era in viaggio per andare a regolare i conti con alcuni vecchi compagni. "Quel disastro mi impedì di combinare un disastro nella mia vita", raccontò a Jack alcuni anni più tardi, durante una delle loro riunioni.La vita di Jack seguì il suo corso – tra le altre cose divenne mio padre. Non fu una vita proprio straordinaria, dirà qualcuno, ma quella notte imparò una lezione importante che non si stancò mai di ripetermi. Le nostre esperienze peggiori a volte possono rivelarsi tra le migliori e possono dare il via a grandi amicizie.

mercoledì 16 aprile 2008

Lettera # 3 - Gesù davanti a Pilato.


La Passione del Cristo, nel Vangelo di Giovanni, è per molti versi unica e si differenzia nettamente dagli altri tre Vangeli sinottici.
E soltanto nel IV Vangelo, infatti, che il racconto della Passione conferisce a Gesù una maestà e regalità in grado di padroneggiare i suoi accusatori e carnefici.
Singolare poi il comportamento e la figura di Pilato, che sin dall'inizio sembra essere riluttante nel condannare Gesù ed è sicuro di trovarsi davanti da un uomo innocente. E preso tra due fuochi, da una parte quindi, il suo desiderio di salvarlo, dall'altra le urla e le pretese della folla inferocita che voleva metterlo a morte. Non solo, sembra quasi che Pilato quasi avverta la trascendenza del Cristo, anche se non ne è consapevole. Singolare ad esempio è il breve dialogo tra i due ben evidenziato nei passi Giov. 18:33-34 quando Pilato chiede a Gesù se questo fosse il Re dei Giudei, mentre Gesù gli rispose con le sue parole: "Dici tu questo di tuo, oppure altri te lo hanno detto di me?" . Pilato sembra quasi che si senta di stare di fronte ad un uomo non solo innocente, ma che addirittura trascende la sue dimensione umana - condizione questa che Pilato non era in grado ancora di capire appieno.
Dall'altra parte, la folla inferocita, inneggia alla sua crocifissione, ma non solo, in modo del tutto opportunistico ed ipocrita, percependo la riluttanza di Pilato, inneggiano alla loro 'fedeltà' all'Impero romano e a Cesare - soprattutto quando dicono, nei versi Giov. 19:12 "ma i Giudei gridarono: se liberi costui non sei amico di Cesare" mentre raggiungono il culmine quando nel versetto 15 gridano" Noi non abbiam altro Re che Cesare".
Ora è facile capire perché Pilato abbia deciso di consegnare Gesù a loro, perché lo crocifiggessero: il suo rifiuto potrebbe costargli caro nella sua carriera politica, ed essere dichiarato nemico di Cesare potrebbe avere avuto delle conseguenze gravi.
Una certa attenuazione della sua colpa si nota inoltre nei versi Giov. 19:11 "Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse dato dal'alto" sembra quasi volere dire a Pilato, che lui in fondo altro non è che una pedina, una ruota del grande ingranaggio, e che in fondo non è cosi potente come gli sembra essere, con questo attenuando in gran parte la sua colpa. Pilato, dall'altra parte senti di avere in un certo senso 'le mani legate' e di non potere fare molto, e soprattutto di non potere lasciare andare Gesù contro il volere della folla, senza condannarlo a morte. Il fatto che lo abbia fatto flagellare, dimostra soltanto la sua volontà di lasciarlo andare dopo averlo 'punito' pensando che in questo modo la folla, si sarebbe accontentata di vederlo flagellato per essere soddisfatta.
I Giudei, quindi, che fingendo per opportunismo la fedeltà a Cesare e all'Impero, sanno che questo sarebbe stato l'unico modo per convincere Pilato a fare crocifiggere Gesù, perché soltanto con la crocifissione di Gesù tutto il loro assetto religioso e politico sarebbe rimasto intatto.
Insomma Gesù era stato troppo Rivoluzionario per loro e lo temevano fortemente.
Pilato invece, rappresenta in parte il fedele medio, quante volte noi stessi ci siamo trovati in situazioni simili e ci siamo comportati allo stesso modo?? Quante volte ci siamo lavati le mani voltandoci di spalle perché la cosa in fondo non ci riguardava?
Emblematica poi è stata la scritta apposta da Pilato sulla croce in Giov. 19:19 che diceva: "Gesù il Nazareno, il Re dei Giudei" apposta in ben tre lingue; in ebraico, in greco, ed in latino mentre i sacerdoti accorti si della scritta gli dicevano di cambiarla, in Giov. 19:21-22 - mentre Pilato a quelle parole rispose loro: "Quello che ho scritto, ho scritto".

E quindi possibile, e del tutto probabile, che Pilato sia diventato, anche se inavvertitamente e un po' inconsciamente, uno dei primi testimoni del Cristo nella storia!!