mercoledì 10 dicembre 2008

Perche il Natale







C’era un uomo che non credeva in Dio e non esitava a rendere noto agli altri il suo parere sulla religione e sulle feste come il Natale. Sua moglie, al contrario, credeva e aveva educato i figli a credere in Dio e in Gesù, nonostante i commenti ostili del marito.Una nevosa vigilia di Natale la moglie si preparava a portare i bambini alla messa nel paesino di campagna dove vivevano. Chiese al marito se voleva andare con loro, ma lui rifiutò."È una storia priva di senso!" disse. "Perché Dio dovrebbe abbassarsi a scendere sulla terra come uomo? È ridicolo!" Così la donna e i figli uscirono e lui rimase a casa.Poco dopo il vento cominciò a soffiare più forte e la nevicata divenne una bufera. L’uomo diede un’occhiata fuori dalla finestra, ma non riuscì a vedere altro che un accecante turbinio di neve. Si preparò a passare una serata tranquilla, seduto davanti al fuoco.D’un tratto udì un forte tonfo. Qualcosa aveva colpito la finestra. Poi un altro colpo. Guardò fuori, ma si vedeva solo a poco più di un metro di distanza. Appena la nevicata si calmò un attimo si avventurò fuori per vedere cosa avesse colpito la finestra. Nel campo di fianco alla casa vide uno stormo di oche selvatiche. Evidentemente erano state sorprese dalla tempesta durante il loro viaggio per svernare a sud e non riuscivano a proseguire; si erano perse ed erano finite nella sua fattoria, senza cibo né riparo. Sbattevano le ali e svolazzavano sul campo in circoli bassi, alla cieca e senza meta. Un paio di loro erano andate a sbattere contro la sua finestra.L’uomo provò pena per le oche e pensò di aiutarle. Il fienile sarebbe un bel posto per loro, pensò. È caldo e riparato; potrebbero passarci la notte e aspettare la fine della bufera. Così dopo aver spalancato la porta del fienile si mise ad aspettare, nella speranza che le oche notassero laporta aperta ed entrassero. Ma le oche svolazzavano in giro senza meta, senza notare il fienile che avrebbe potuto significare la salvezza. L’uomo cercò di attirare la loro attenzione, ma sembrava solo spaventarle e farle allontanare.Entrò in casa e ne uscì con del pane, che sbriciolò, formando un sentiero che portava al fienile. Non capirono.Ora cominciava a sentirsi frustrato. Le aggirò alle spalle e cercò di cacciarle verso il fienile, ma esse si spaventarono ancora di più e si sparpagliarono in tutte le direzioni meno che verso il fienile. Niente di quel che provava a fare riusciva a farle entrare dove sarebbero state al caldo e al sicuro."Perché non mi seguono?!" esclamò. "Non vedono che è l’unico posto in cui possono sopravvivere alla tempesta?"Ci pensò un attimo e si rese conto che non avrebbero seguito un essere umano. "Se fossi un’oca potrei salvarle", esclamò ad alta voce.Poi ebbe un’idea. Entrò nel fienile, prese una delle sue oche e portandola in braccio aggirò di nuovo le oche selvatiche e si mise dietro di esse. Poi la lasciò andare. L’oca svolazzò in mezzo allo stormo e si diresse dritta nel fienile … e ad una ad una le altre oche la seguirono in salvo.L’uomo si fermò un attimo in silenzio, ritornando con la mente alle parole che aveva detto poco prima: "Se fossi un’oca potrei salvarle!" Poi ripensò a quello che aveva appena detto a sua moglie: "Perché Dio dovrebbe voler diventare come noi? È ridicolo!" Improvvisamente capì; tutto acquistò un senso. Era quel che aveva fatto Dio. Noi eravamo come le oche … accecate, perse, destinate a morire. Dio aveva mandato Suo Figlio a diventare come noi per mostrarci la strada e salvarci. Era questo il significato del Natale.Il vento e la neve accecante cominciarono a calmarsi. Anche la sua anima si calmò e lui si fermò a riflettere su questo pensiero meraviglioso. Improvvisamente capì il significato del Natale, il motivo per cui Gesù era venuto. Anni di dubbi ed incredulità svanirono come la bufera appena passata. Cadde in ginocchio sulla neve e fece la sua prima preghiera: "Grazie, Dio, per essere venuto in forma umana a tirarmi fuori dalla tempesta!" •

domenica 16 novembre 2008

Dio

Dio adora fare le cose al contrario di come noi pensiamo che le debba fare!!

mercoledì 12 novembre 2008

Stendi la tua mano e ricevi la guarigione


Nelle mani protese verso di te ho dei doni: doni d'amore, perdono, misericordia e guarigione. Ho in mano tutte queste cose e te le donerò se solo stendi una mano per riceverle mediante la tua fede.Questi doni non li puoi meritare essendo buono. Non sarai mai buono abbastanza da potere meritare i preziosi doni che ho tra le mani, ma te li do in regalo. Non considerare le tue afflizioni come punizioni per i tuoi peccati, perché hanno uno scopo più grande, servono a fortificarti nello spirito e nella fede, e renderti più maturo. Quando preghi e confidi in me nonostante le tue afflizioni, non solo incoraggi e fai crescere la tua fede, ma anche quella di altri perché vedono il tuo esempio di come ti affidi fiduciosamente a me.
Da Gesù con Amore

lunedì 27 ottobre 2008

Salmo 1



Beato l'uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi, che non si ferma nella via de'peccatori; nè si siede sul banco degli schernitori; ma il cui diletto è nella legge dell'Eterno, e su quella legge medita giorno e notte. Egli sarà come un albero piantato presso a rivi d'acqua, il quale dà il suo frutto nella sua stagione, e la cui fronda non appassisce; e tutto quello che fa, prespererà.
Non cosi gli empi; anzi son come pula che il vento porta via. Perciò gli empi non reggeranno dnanzi al giudizio, nè i peccatori nella raunanza dei giusti. Poichè l'Eterno conosce la via dei giusti, ma la via degli empi mena alla rovina,

mercoledì 1 ottobre 2008

Hupostasis


Nel verso di Ebrei 11,1, il termine 'certezza' è il termine che è stato utilizzato traducendo i versi dal greco, la parola greca era 'hupostasis'. Molti anni dopo, gli archeologi hanno ritrovato, in Israele, i resti una vecchia locanda bruciata. Ivi vi trovarono uno scrigno di ferro che conteneva quelli che sembravano dei preziosi documenti di una nobildonna romana. La maggior parte dei documenti portava una intestazione in grandi caratteri greci 'hupostasis'. Erano i titoli di proprietà delle sue terre! Probabilmente prima di arrivare li la donna non aveva mai visto i suoi possedimenti, ma sapeva che erano suoi e poteva dimostrarlo perchè aveva i suddetti titoli di proprietà!
Allora che cosa è la fede? E come un titolo di proprietà!
Se hai chiesto qualcosa al Signore, ma non hai ancora visto la risposta, non preoccuparti. Se hai vera fede, è come avere in mano il titolo di proprietà con il tuo nome scritto sopra. E tuo, e prima o poi lo vedrai.


Ebrei 11,1

La fede è certezza delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono.

venerdì 26 settembre 2008

Lettera # 8 'La Fede del centurione Romano'


Nel Vangelo di Matteo, al capitolo 8 versetti 5-13 si narra la storia di un centurione romano, che viene in contro a Gesù chiedendogli la guarigione del proprio servo. Sembrerebbe una delle tante storie di guarigione che vengono narrate nel Vangelo, uno dei tanti miracoli di Gesù.
Gesù, udendo la richiesta e la preghiera del centurione Romano (si badi bene, romano, non giudeo, quindi di una altra 'fede' ) vuole accontentare il soldato recandosi alla sua abitazione dove si trovava il suo servo ammalato. Ed è qui che inizia il vero miracolo, il miracolo della fede. A questo punto è il centurione che risponde di non essere degno di ospitare il Cristo a casa propria, ma gli basta anche una sola Parola di Gesù affinché il suo servo venga guarito!
Una fede del genere era del tutto fuori dall'ordinario per quei tempi, dove le persone avevano bisogno di segni tangibili, di contatto fisico vero e proprio con la figura del Cristo, un tocco delle sue mani, bagnarsi gli occhi con la sua saliva, tutti segni fisici della presenza e potenza di Gesù Cristo.
Il centurione invece, a differenza di tutti gli altri, non ha bisogno di questi segni fisici ed esteriori - gli basta solo una parola!!
Non ci rendiamo conto della fede a tutti gli effetti Rivoluzionaria di questo fedele, un pagano direbbero i giudei!!
Le ultime parole di Gesù sono state: ' e sia fatto secondo la tua fede ' - non più il tocco, la saliva, la presenza fisica di Gesù, ma secondo la tua fede !! Che belle queste parole!! Gesù non disse guarirò il tuo servitore, disse invece la tua fede !! Non è quindi Gesù che compie il miracolo, come un guaritore, un santone o un mago, è la nostra fede in Dio Padre e il nostro cieco affidamento a lui che produce miracoli !! E' un pò come chidere qualcosa a nostro padre, quando eravamo bambini, se chiedevamo una cosa giusta, il nostro padre amorevole faceva di tutto per accontentarci. Ora dobbiamo comportarci alla stessa maniera col nostro Padre celeste, dobbiamo essere come dei bambini (del resto siamo i suoi figli) che si affidano a lui e chiedeno a lui tutto quello di cui hanno bisogno. Esigete ed aspettate una risposta; Dio lo ha promesso, e se sarete in sintonia con lui, vi risponderà!!
Noi che tipo di credenti siamo? Coloro che hanno bisogno di vedere, toccare?? Oppure ci affidiamo completamente alla nostra fede, sperando in Gesù?